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giovedì 31 marzo 2011
La vita alienata nei consumi e nella tv: SuperWoobinda
Sommersi dalle merci, dal consumismo sfrenato, dalla pubblicità, dai prodotti l'uomo del nuovo millennio ha smarrito la sua bussola. Vive in un mondo fatto di alta tecnologia che lo fa vivere in una vera e propia dimensione ipertecnologica dove la fantasia si mischia con la realtà portando i più deboli a diventare personalità alienate. I personaggi che popolano le storie della raccolta SuperWoobinda di Aldo Nove sono uomini e donne, ma anche ragazzi e adolescenti pervasi da una profonda pazzia. Sono soggetti altamente pericolosi che non riescono a separare il vero dal falso, la pubblicità, i film e la tv dalla vita reale. Celebre è l'incipit del primo raggonto: "ho ammazzato i miei genitori perchpè utilizzavano un bagnoschiuma assurdo, Pure & Vegetal". Ogni racconto è lo scorcio di una delle personalità alienate attratte dal consumismo e dalla spazzatura dell'Industria Culturale che popolano gli anni 80 e 90, am anche i nostri giorni. Quindi poche parole e più fatti: leggete questo stupendo libro di uno dei più celebri autori italiani, Aldo Nove.
mercoledì 30 marzo 2011
Holden, chi era?
Chi era il giovane Holden? Ve lo siete mai chiesti se avete letto l'omonimo libro di J. D. Salinger? Beh, io si e ho provato a dare una risposta a questa domanda approfondendo il periodo storico e sociale in cui venne scritto questo romanzo, idolo degli anni 50.
Prima di tutto è indispensabile conoscere il periodo storico in cui Salinger compose il Giovane Holden. Siamo negli anni 50, pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale che, nonostante la vittoria americana, aveva sconquassato gli equilibri interni. Infatti come tutti sappiamo, questi anni sono noti come Guerra Fredda, ossia una serie di ostilità giocate sul piano psicologico senza scendere sul campo di battaglia. La gioventù americana stava vivendo anni di grande prosperità e di prestigio. Una nuova epoca si stava affacciando in quel momento e i teenager furono i primi a capire che ormai le istanze del periodo prima della guerra erano ormai decadute. L'"antica" educazione non poteva reggeri i ritmi del progresso, poichè era una morale molto forte che si rifaceva ai primi puritani giunti nel nord America. Per cui gli adolescenti iniziarono a vivere un profondo malessere, delle nevrosi dovute all'incoliabilità di una morale rigida impartita dalla famiglia e le istanze del mondo moderno che invece richiedevano "libertà". Ecco perchè si ebbero tanti piccoli Holden o meglio noti come Hipster, ossia ragazzi che sfidavano la società vivendo in maniera dissoluta: alcool, sesso e droga. Questa è la famosa generazione bruciata rappresentata nel famoso film di James Dean, Gioventù Bruciata. Una gioventù che rifiutava il mondo rigido dei genitori e attraverso bravate cercavano il rischio e l'emozione per rompere l'apatia e la tensione costante in cui si ritrovavano a vivere. Non ci dimentichiamo che era in corso la Guerra Fredda con la minaccia atomica e da poco il senatore MacCarthney aveva dato avvio ad una spietata caccia ai cosiddetti "amici del comunismo". Questo mix di cose e di eventi fece si che le generazioni dopo la guerra furono definite come Bruciate o Hipster o successivamente Beat (questo però riguarda gli anni 60 maggiormente con la contestazione). E' facile quindi fare un paragone tra il giovane Holden che fugge dal collegio e vagabonda per la città e i giovani hipster di quegli anni che analogamente sfogavano la propria rabbia e delusione con atti "amorali". La delusione per il fallimento dei loro ideali e la rabbia per un mondo "adulti" che non permetteva vie di sfogo, portarono più avanti negli anni a quel vasto movimento mondiale che modificò gli assetti culturali e che è noto come movimento della contestazione. Questo però è un argomento che affronterò un'altra volta!
L'epica del XX secolo: Il Signore degli Anelli.
Quando lessi il Signore degli Anelli venni immediatamente catapultato in un mondo parallelo, popolato da strane creature e da eroi che nel nostro mondo sembrano da tempo scomparsi. Cavalieri, regni, tiranni, orchi, principesse, nani, elfi e molto altro ancora ti fa rivivere ere leggendarie e fantastiche dove la parola d'ordine è Pace e Amore contro il Tiranno, Sauron, il quale devasta ogni cosa ed è solo portatore di Male. Cavalieri, nani ed elfi, nonostante le loro differenza, si uniscono in una battaglia epica contro il Male in nome di un mondo nuovo. Battaglie, cavalcate epiche, assedi inimmaginabili, ma anche il susseguirsi delle valli, di mondi altissimi e paesaggi collinari fanno da sfondo a queste gesta. La Compagnia dell'Anello è l'unica speranza di salvezza del mondo attanagliato dalle tenebre: la loro missione è proteggere il giovane Hobbit, Frodo, che deve distruggere l'Anello per poter neutralizzare il potere oscuro di Sauron. Un viaggio epico segnato da amicizia, sincerità e amore, ma anche da conflitti e sofferenze che non faranno altro che crescere la coesione del gruppo e lo spirito di questi impavidi guerrieri. La speranza accompagna tutto il libro infondendoti un profonde senso di ottimismo per un mondo migliore che oggi sembra impossibile che esista. Non bastano poche righe per descrivere un opera così sublime: bisogna solo leggerlo per capirlo a fondo. Buona lettura!
martedì 29 marzo 2011
Addio alle Armi: il romanzo che minacciò la politica del Duce.
Addio alle Armi, il romanzo dei primi passi di uno dei più grandi autori della letteratura americana: Ernest Hemingway. Uomo dalle grandi capacità giornalistiche e letterarie che gli valsero nel 1954 il Premio Nobel per la Letteratura. Avventuriero, uomo dal grande fascino nonchè amante delle donne, le cui storie d'amore costituiscono la cornice dei suoi romanzi più celebri. Questo era Hemingway: un uomo di mondo e amante della vita fino al punto di suicidarsi nel 1961 a causa della vecchiaia che lo aveva privato di tutto. Parliamo però di una delle sue prime opere: Addio alle Armi. Romanzo apprezzato in tutto il mondo e purtroppo conosciuto troppo tardi nel nostro Paese. Le ragioni di questo ritardo sono molte: politiche soprattutto. La trama del libro è molto semplice: Frederic Henry (l'autore stesso), un giovane soldato americano che partecipa alla Grande Guerra, si ritrova nella disfatta di Caporetto. Ferito viene portato a Milano, dove in un ricovero conosce una giovane infermiera, Chaterine Barkley. Tra i due nasce un vivo amore che porta il protagonista a fare delle scelte molto attuali e forti per poter vivere in pace con la sua giovane amante. La trama è quella di un banale romanzo d'amore, ma non lo è poichè in esso si intrecciano altri temi molto più importanti: tra i più rilevanti troviamo quello ad esempio dell'antimilitarismo o addirittura quello della morte. Ed è proprio l'antimilitarismo che ha portato questo romanzo ad essere pubblicato solo nel 1948 nel nostro Paese. Mussolini vietò di tradurre e vendere questo romanzo che trattava di temi scottanti come già citato su e soprattutto la disfatta di Caporetto che non doveva minare l'animo bellico degli italiani. La nota giornalista Fernanda Pivano nel 1943 tradusse questo romanzo per prima, ma questo gesto "di sfida" gli costò il carcere a Torino. Un romanzo quindi molto pericoloso a tal punto che si prodecette all'arresto pur di evitare una sua pubblicazione. Oggi vorrei proporre al gentile lettore questo romanzo che io lessi adolescente e che sicuramente lo attrarrà per la sua bellezza così come ha conquistato i cuori di milioni di lettori prima di lui.
lunedì 28 marzo 2011
Kerouac!
Jack Kerouac ha accompagnato la mia adolescienza da qundo quel fatidico giorno di settembre decisi di leggere un libro che molti avevano dimenticato o catalogato come "eversivo", Sulla Strada. Il susseguirsi delle pagine e dei capitoli costituiva un vero e proprio viaggio che ti catapultava nel contesto sociale di Kerouac e dei suoi amici (Neal Cassady in primis) e soprattuto ti faceva rivivere le esperienze di quel folle scrittore americano degli anni 60. Sia ben chiaro che io non assumo ne droga ne corro come un pazzo su una macchina, ma le emozioni che questi gesti creavano hanno avuto grande attrattiva su di me. La Rout 66 costituiva per me un viaggio verso la libertà sconfinata, verso il rifiuto del sistema, verso il rigetto di tutti i canoni che mi erano stati inculcati (per esempio durante le lezioni di italiano leggevo Kerouac e rifiutavo di seguire la lezione su Leopardi) . Esso era diventato un mito che ad ogni costo volevo raggiungere. Le corse su questa scriscia di terra nera tra i deserti e i monti e le vallate americane; la musica sfrenata di quegli anni; le visioni "mistiche" dopo l'assunzione di droghe ti facevano catapultare in un mondo folle e ricco di vitalità. La Strada veniva personificata (da scout posso ribadire ciò) perchè diventava la maestra che ti insegna a vivere con tutte le difficoltà a cementificare con gli altri per vincere la sofferenza e la solitudine che attanaglia l'uomo. Ti fa conoscere che oltre l'apparenza materiale c'è qualcosa che unisce tutti noi e ci fonde con la Natura. Corse, risse, droghe, musica sfrenata, furti (da non prendere come esempio), ma anche amicizia, amore, solidarietà e pace costituiscono il mix originale e vitale di un cult degli anni 60 che purtroppo pochi conoscono e che secondo me andrebbe riscoperto non come un libro adolescenziale, ma piuttosto come un classico della letteratura moderna che oltre alle sue pieghe "hippy" costituisce un documento sociale di quegli anni vissuti con ansietà e terrore, ma questo è un altro discorso.
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